Licenza Poetica 2017-12-21T18:35:12+00:00

Project Description

Velo Svelo Rivelo - Art Farm 2014 - Edizione 13

Artisti

Peter Assmann
Beni Altmüller
Manuela Bedeschi
Tiziano Bellomi
Marco Burchiellaro
Marco Campedelli
Giovanna Catalano
Laura Casetto
Marlene Coco
Antonella Gandini
Antonello Ghezzi
Steve Ingham
Innocente
Salvatore Insana
Lucia Amalia Maggio
Mago Henry
Francesca Marra
Cristobal Martin
Piero Matarrese
Elena Marini
Antonia Messineo
Marta Pagan Griso
Paolo Parma
Patrizio Peterlini
Marco Polazzo
Umberto Polazzo
Chiara Reggiani
Giulia Scapini
Marta Scipioni
Luciana Soriato
Lawren Spera
Esther Weber

Performance

Emotional revolution [le mani in pasta al cuore]
Giovanna Lacedra

Polifonia Pilastro
Beni AltmüllerGiuliana Urciuoli
Steve Ingham,  Fiorenzo Zancan

Streamongozenit
osservato e presentato da I Tre Amigos Contattiamoci – Arsenale Crew

Licenza Poetica – Edizione 16

30 giugno — 1-2 luglio, 2017

La Licenza Poetica è una trasgressione consentita, una deviazione strutturata, un’eccedenza angelica non riconducibile alla stessa matrice della materia da cui improvvisamente volteggia. Un errore per lo sguardo abituato, una diagonale per il frequentatore assuefatto, un’obliqua impermanente e nemmeno tangente all’epicentro dell’arte, ma ostinatamente rivolta ad altre stanze, nemmeno limitrofe, nemmeno parallele. La licenza poetica conosce il testo da cui devia e fa dell’errore una possibilità senza l’obbligo di verifica. È sfida, è guerriglia armata di praxis: quell’azione che ha nel pensiero creativo il suo immediato fondamento. Ad ArtFarm si pensa e si agisce senza il fine di stantie contaminazioni, o sterili esperimenti linguistici. Ad ArtFarm, con Umberto Polazzo e Iolanda Martini, si pensa per scegliere e far scegliere. Una scelta che fa bene a noi e fa bene a voi perché si esercita nella dimensione della festa, quel rito che ricuce e sublima le ferite e le fratture del presente dentro l’esperienza della comunione, della collettività che si ritrova attorno al tema di un’arte liberata dalla passivo nichilismo nostrano. Qui non si è gentili, ma si è d’amore di lotta. Non ci si bea e non ci compiace di una impossibilità d’azione. Per questo la Land Art qui è cammino e predisposizione all’accadimento, le installazioni sono la pelle rivoltata degli oggetti, le performance un recupero dell’attore che viene da lontano con un mistero, un’alleanza di corpi, che riapre la percezione e riattiva i sensi. Lo spazio privato del Pilastro si redime in quello pubblico della festa e il politico è un’umanità non più dispensabile. L’arte ci traghetta oltre la ricerca di senso perché si attende ai modi, non al destino, mimetici alla realtà, predisposti al miracolo, in ascolto di Sarenco che spara a salve le sue cartucce d’amore.

—Simone Azzoni